Editoriale
HADs, monacoline A che serve il confronto?
Confesso che, dopo la votazione dell’8 ottobre al Parlamento europeo, provo sentimenti che vanno ben oltre la semplice delusione: irritazione, sconcerto e una profonda amarezza. Non soltanto per l’esito delle obiezioni riguardanti i derivati idrossiantracenici (HADs) e le monacoline da riso rosso fermentato, ma soprattutto per il modo in cui questioni di notevole complessità scientifica vengono progressivamente ricondotte a un’alternativa che sembra non lasciare spazio ad alcuna sfumatura: vietare o non vietare.
Anni di studi, osservazioni, sperimentazioni e confronti con le istituzioni europee si sono conclusi, sul piano parlamentare, con due obiezioni respinte. Eppure, in entrambi i casi, i voti favorevoli alle obiezioni hanno superato quelli contrari: 282 contro 259 per gli HADs, 291 contro 276 per le monacoline. La maggioranza dei componenti del Parlamento richiesta dalla procedura non è stata raggiunta. La regola è chiara e il risultato
giuridico non è in discussione. Ma non si può neppure ignorare che, fra i deputati che hanno espresso un voto favorevole o contrario, le riserve nei confronti dei progetti della Commissione hanno prevalso. Anche questo è un dato politico, che merita rispetto.